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LA STORIA DEL CASTELLO - I NORMANNI

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Navigatori vichinghi (nord mann significa uomo del nord) formarono, nei primi anni dell’anno mille nel meridione d’Italia, la contea di Aversa e il principato di Capua nel 1029. Successivamente crearono il ducato di Puglia. Questa regione divenne la base logistica per la loro conquista della Campania e della Calabria avvenuta nel 1060.
Approfittando di lotte intestine tra i signori arabi delle città siciliane, durante un contenzioso tra due di questi per la spartizione del potere, furono chiamati in aiuto da uno per sconfiggere il rivale. I guerrieri Normanni, guidati da Roberto il Guiscardo e da Ruggero d’Altavilla vennero in Sicilia occupando Messina nel 1060. Conquistarono l’isola in trentadue anni, tanto che il papa Urbano II investì Ruggero I del titolo di gran conte di Sicilia e Calabria. Il pontefice gli concesse anche i poteri di nominare i vescovi. Questa autorizzazione gli fece creare un apposito istituto giuridico detto “Tribunale della monarchia”. Ruggero I regnò dal 1086 al 1101.
Il suo successore Ruggero II nel 1130 si fece incoronare re di Sicilia. Il regno di Sicilia comprendeva a quel tempo: la Campania, la Calabria, la Puglia, parte della Tunisia della Libia, Corfù, Cefalonia, Tebe e Corinto in Grecia. Ma veniamo al nostro sito in epoca normanna. A testimonianza di questa dominazione è innanzitutto il culto di San Giorgio sotto la cui protezione sin d’allora fu posto il borgo. Dell’originaria chiesa a Lui dedicata emergono i ruderi della porzione absidale nel declivio antistante la chiesa del SS. Crocifisso. San Giorgio divenne il Patrono del borgo e tale rimane tuttora anche se a San Filippo Siriaco sono tributati maggiori onori.
Ruggero II assegnò il castello ai signori Pagano e Gualtieri d’Avellino che istituirono un feudo con i seguenti confini: a Nord Taormina e l’Alcantara, a Est il mare, a Sud la contea di Mascali, ad ovest Castiglione e Francavilla. Sotto Guglielmo I le vicende del barone Roberto di Calatabiano, governatore del castello di Palermo fecero la fortuna del maniero che visse un periodo di grande floridezza; tuttavia nel 1167 essendo stato privato, Roberto, della baronia e condannato a morte per la presa del potere di Guglielmo II il castello ed il suo feudo andarono al Demanio.
Testo : Arch. Daniele Raneri     Segue : Gli svevi