Venerdì 30 Luglio 2010 
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LA STORIA DEL CASTELLO - IL DECLINO ARABO

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Nel 701 gli arabi tornarono per la terza volta a compiere incursioni contro la Sicilia. Nel 740 durante una di queste si arrivò a conquistare per un breve periodo la città di Siracusa. Non si trattava di imprese coordinate. Solo nell’826 il comandante della flotta bizantina Eufemio da Messina, ribellatosi all’imperatore di Bisanzio, uccise il patrizio Gregorio. Costretto a fuggire per l’intervento delle truppe fedeli a Costantinopoli si rifugiò nell’Ifriqiyah (africa settentrionale musulmana) presso l’emiro aghlabita di Tunisia, Ziyadat Allah. Qui trovò l’aiuto del giurista Asad-Ibn-al Furat che convinse l’emiro ad armare una flotta e a nominare Eufemio amministratore della Sicilia. Eufemio e Asad-Ibn-al Furat sbarcarono a capo Granitola presso Mazara il 17 Giugno 827. Avevano un esercito di diecimila fanti e settecento cavalieri. L’armata bizantina inviata a fronteggiare l’invasione venne sconfitta. Nell’831 venne occupata Palermo. Nell’842 cadde Messina. Nell’849 fu presa Ragusa. Nell’859 fu espugnata Enna. Nell’878 Siracusa.
Cosa avvenne del nostro sito e di Taormina, considerata dagli arabi la fortezza bizantina inespugnabile per eccellenza, si può desumere dalla descrizione degli storici come il Fazello o l’abate Amico che parlarono del tremendo eccidio di Taormina avvenuto la domenica del 1° Agosto dell’anno 902. L’emiro Ibrahim Ibn Achmet, dopo un inutile assedio, fece scalare le mura della città ad alcuni etiopi dalla parte dove, per l’inaccessibilità della rocca, i bizantini non temevano alcun assalto. Gli etiopi aprirono le porte. Scrive l’abate benettedino Giovanni E. Di Blasi (regio storiografo nel XIX sec), “…sbigottiti gli abitanti, non sapeano a qual partito appigliar si dovessero. Altri coraggiosi presero le armi per difendersi, altri privi di coraggio andavano vagando per la città, ed altri finalmente, per evitare il furore dei saraceni si nascondevano. Non giovò però punto né a quelli di difendersi, né a quelli di cercare nei luoghi più ignoti un asilo, gli uni e gli altri con quelli, che non sapeano cosa fare per salvarsi, e vagavano per le vie, furono barbaramente trucidati. Finito l’eccidio appiccò il fuoco. ….Destrutta Taormina, devastò Ibrahim i vicini castelli; e di poi imbarcandosi con le sue truppe, portossi in Italia…”.
Da queste descrizioni si può immaginare la sorte toccata alla vicina fortificazione bizantina di Calatabiano. Gli scavi archeologici non hanno rilevato alcun reperto di epoca araba. Ma le mura bizantine ritrovate appaiono rasate a pochi centimetri da terra e le stratigrafie prossime allo strato bizantino, in tutti i saggi effettuati, rilevano tracce di grossi incendi.
L’ultima roccaforte bizantina a cadere fu Rometta in provincia di Messina nell’anno 965. I bizantini tentarono tante volte, infruttuosamente, la riconquista dell’isola. Il generale bizantino Giorgio Maniace, per quattro anni, dal 1038 al 1042 combattè in Sicilia, impadronendosi di Siracusa (costruendovi il castello che porta il suo nome) e di Messina. Aveva ai suoi ordini un gruppo di mercenari normanni, che presto avrebbero avuto tanta parte nella storia dell’isola. Ci furono anche tentativi di riscossa da parte del popolo siciliano come quello dell’881-882 quando questi sconfissero l’esercito musulmano a Caltavuturo. Nonostante questo gli arabi rimasero padroni dell’isola fino al 1060.
Testo : Arch. Daniele Raneri     Segue : I normanni