La guerra tra gli angioini da una parte e i Siciliani e gli Aragonesi dall’altra durò con fasi di stasi e armistizi dal 1282 al 1372 con due trattati di pace. Il primo fu quello di Caltabellotta (centro dell’agrigentino) del 1302 che sanzionò il distacco della Sicilia aragonese dal regno di Napoli angioino. Secondo trattato Federico III d’Aragona avrebbe avuto il titolo di re dell’isola di Sicilia e alla sua morte il regno sarebbe tornato agli Angiò. Federico d’Aragona fu un grande re, risollevò la Sicilia dalle distruzioni dei primi vent’anni di guerra. Nel 1314, tuttavia, fece riconoscere dal parlamento siciliano suo figlio Pietro come erede al trono di Sicilia. Violava così il trattato di Caltabellotta. Gli angioini sbarcarono a Castellammare nell’Agosto dello stesso anno. La guerra ricominciò. Il re morì a Paternò nel 1337. La Sicilia ripiombava nelle lotte feudali.
Nel periodo aragonese Federico d’Aragona avocò a se stesso il castello di Calatabiano, già dote di Margherita Lauria, per donarlo al genovese Brancaleone Auria i cui eredi ne mantennero il possedimento fino all’anno 1350. |